John Titus: A Grieving Father’s Hope for Peace

I write this letter with sadness in my heart and with a hope that we the people of the United States of America can overcome our differences, put aside our political biases, and open our hearts and minds to greater understanding and compassion. We are standing at the precipice of a war that looms like a dark shadow in the distance and my soul cries out. Much controversy has resulted as our nation’s leaders move forward with preparation for war. Families, friends, the citizens of our country and the world are divided on the rightness or wrongness of such action. Each of us must search our hearts and souls and come to our own conclusions. I pray for enlightenment for each of us and especially for the leaders of the world as we move forward.

My message is borne of grief but with a clarity that comes from deep soul searching and meditation. When death strikes the heart our view of the world changes profoundly. Clarity finds its way to those who seek truth and understanding born from love. My daughter, Alicia Titus was murdered by terrorists on September 11, 2001. She was a wizened young woman who lived life with grace, beauty, and compassion. Her whole life was dedicated to loving others, embracing differences, seeking truth and doing acts of goodness. Her joy was a gift she gave freely to all. She was able to see through the outer façade that so many of us maintain to protect our gentle souls. And she communicated at a deep level, beyond the trivial, beyond the mundane to a level of love and understanding. She traveled the world with the goal of experiencing all that life had to offer and to meet people from all walks of life. She embraced the sanctity of life. The people of the world were her family. It is a sad irony that she would die so violently at the hands of hate-filled zealots, diametrically opposed to all she stood for and believed in.

My message comes from deep within my soul, a place that feels the connection with all of life, that place where the Divine resides in each of us. The dark forces that took Alicia’s life self-righteously believed that they were fighting evil, ridding the world of the infidels who opposed their core beliefs. They struck at the heart and soul of America and over 3000 innocent people died. Now we stand ready to use our advanced technology and risk our sons and daughters to fight those whom we believe to be infidels, those who oppose our ideologies and beliefs. There is no doubt that Saddam Hussein is a corrupt, self- centered, egotistic and “evil” person. But, can we justify in our hearts and souls, the killing of hundreds of thousands of innocent people to try and get one man? And, like Osama bin Laden, he may elude our efforts and taunt us as the innocent dead lie in the Iraqi streets. Estimates range from 500,000 to 1,000,000 people will directly or indirectly die as a result of our bombing. Sixty percent of these are children under the age of 15 years of age whose greatest sin is being born. Please, do not write these human lives off as “collateral damage”. This is very dehumanizing, extremely callused and it goes against all that is right and good.

We have a choice whether or not to move forward with this war. Unlike the message you have been repeatedly given, this is a war on the Iraqi people, not a war on terrorism. If we systematically kill the citizens of Iraq out of our own sense of self-righteousness and fear, we reduce ourselves to the level of those that we deem as terrorists. Look deep within your soul and seek the truth that longs for expression. There has to be a better way of resolving this conflict other than committing more senseless killing. It is my hope that we can learn from the terrible tragedy of September 11, 2001, without perpetuating a world in which violence and unjust killing are accepted as a solution to conflict. This is how our primitive ancestors resolved differences. Surely, we have grown in love and understanding beyond that. My prayer is that God will be with our world leaders, our troops who would sacrifice their lives for us and to the children of Iraq whose cries will ring out in agony and resound in the soul of America.

John Titus
March 2003

La speranza di pace di un padre in lacrime

Scrivo questa lettera con la tristezza nel cuore e con la speranza che noi, il popolo degli Stati Uniti d’America possiamo superare le nostre divergenze; mettere da parte i nostri pregiudizi politici e aprire i nostri cuori e le nostre menti ad una maggiore comprensione e compassione. Siamo sul precipizio di una guerra che incombe come un’ombra oscura in lontananza e la mia anima si ribella. Mentre i leader della nostra nazione si preparano alla guerra, sorgono molte controversie.

Le famiglie, gli amici, i cittadini del nostro paese e del mondo sono divisi tra la correttezza o meno di tale azione. Ciascuno di noi deve cercare nel proprio cuore e nella propria anima per arrivare alle proprie conclusioni. Con l’incombere della guerra, prego per l’illuminazione di ognuno di noi e specialmente per i capi del mondo.

Il mio messaggio è nato dal lutto, ma ha la chiarezza che scaturisce da una profonda meditazione e ricerca dell’anima. Quando la morte colpisce al cuore, la nostra visione del mondo cambia profondamente. La chiarezza arriva a coloro che cercano la verità e la comprensione, i quali nascono dall’amore.

Mia figlia, Alicia Titus è stata uccisa dai terroristi dell’11 settembre 2001. Era una giovane donna saggia che ha vissuto la sua vita con grazia, bellezza e compassione. La sua vita intera era dedicata ad amare gli altri, all’abbracciare le diversità, alla ricerca della veritàed al compiere atti di bontà.

La sua gioia era un dono che dava generosamente a tutti. Lei era capace di vedere attraverso le apparenze esterne con le quali molti di noi cerchiamo di proteggere le nostre anime mite. Inoltre, Lei comunicava a livello profondo, oltre il futile ed il banale, ad un livello di amore e di comprensione. Ha viaggiato per il mondo per sperimentare tutto ciò che la vita poteva offrire e per conoscere la gente più diversa. Ha abbracciato la santità della vita: la sua famiglia era la gente del mondo. E’ una triste ironia quella di essere uccisa così violentemente per mano di zeloti pieni di odio, cosa che è l’esatto contrario di tutto ciò in cui credeva e rappresentava .

Il mio messaggio proviene dal profondo dell’anima, dove si ha una connessione con tutto ciò che vive, laddove il Divino risiede in ognuno di noi. Le forze oscure che hanno preso la vita di Alice credevano di combattere il male eliminando dal mondo gli infedeli i quali si erano opposti ai loro credi fondamentali. Hanno colpito il cuore e l’anima dell’America, procurando la morte a più di 3.000 innocenti. Ora siamo pronti ad usare la nostra tecnologia avanzata ed a rischiare la vita dei nostri figli e delle nostre figlie per combattere quelli che noi crediamo che siano gli infedeli, quelli che si oppongo alle nostre ideologie e credenze. Non c’è nessun dubbio sul fatto che Saddam Hussein sia una persona corrotta, egocentrica, egoista e “malvagia”. Ma, possiamo giustificare nei nostri cuori e nelle nostre anime l’uccisione di centinaia di migliaia di innocenti per tentare di prendere un uomo? Come Osama Bin Laden, lui potrebbe sfuggire ai nostri sforzi e prenderci in giro mentre i morti innocenti giacciono nelle strade dell’Iraq. Le stime dicono che da 500.000 a 1.000.000 di persone moriranno direttamente o indirettamente a causa dei nostri bombardamenti. Il sessanta per cento di questi sono bambini al di sotto dei 15 anni: il loro peccato più grave è quello di essere nati. Vi prego di non scartare queste vite umane come “danno collaterale”. Ciò è veramente disumana, estremamente incallita e va contro tutto quello che è buono e giusto.

Abbiamo una scelta davanti: andare in guerra o no. Diversamente dai messaggi che vi sono stati dati ripetutamente, questa è una guerra contro il popolo iracheno, non è una guerra al terrorismo. Se sterminiamo sistematicamente i cittadini dell’Iraq per via sia della nostra supponenza di essere nel giusto che della nostra paura, ci ridurremo al livello di quelli che noi riteniamo terroristi.

Guardate profondamente dentro la vostra anima e cercate la verità che desidera esprimersi. Per risolvere questo conflitto ci deve essere una via migliore di quella di commettere ulteriori omicidi senza senso. E’ la mia speranza che noi sapremo imparare dalla tragedia tremenda dell’11 settembre 2001, senza perpetuare un mondo nel quale la violenza e gli omicidi ingiusti sono accettati come se fossero la soluzione del conflitto. E’ così che i nostri antenati primitivi risolvevano le loro divergenze. Sicuramente, il nostro senso di amore e comprensione si è sviluppato oltre questo. La mia preghiera è che il Signore stia con i leader mondiali, con le nostre truppe, le quali si sacrificherebbero per noi, e con i bambini iracheni i cui pianti riecheggeranno in agonia e risuoneranno nell’anima dell’America.

John Titus

Marzo 2003

(Translated by/ Traduzione a cura di Marzia Tani, Traduttori per la Pace/ Translators for Peace)

La esperanza por la paz de un padre en lágrimas

Escribo esta carta con tristeza en mi corazón y con la esperanza de que nosotros, el pueblo de los Estados Unidos, podamos superar nuestras diferencias, dejar de lado nuestras inclinaciones políticas, y abrir nuestros corazones y mentes a una mayor comprensión y compasión. Estamos al borde de una guerra que aparece como una sombra oscura en la distancia y mi alma llora. La preparación a la guerra que nuestros líderes llevan adelante ha provocado mucha controversia. Familias, amigos, los ciudadanos de nuestro país y del mundo están divididos sobre tal acción, sobre si es correcta o no. Cada uno de nostros debe buscar en su corazón y su alma y llegar a su propia conclusión. Ruego por la iluminación de cada uno de nosotros y especialmente de los líderes del mundo que nos conducen.

Mi mensaje nace del luto pero con una claridad que viene de una profunda búsqueda en el alma y de la meditación. Cuando la muerte golpea el corazón, la visión del mundo cambia profundamente. La claridad encuentra su camino hacia aquellos que buscan la verdad y la comprensión que nacen del amor. Mi hija, Alicia Titus, fue asesinada por los terroristas el 11 de septiembre del 2001. Ella era una joven mujer sabia, que vivía con gracia, belleza y compasión. Toda su vida estaba dedicada a amar a los demás, aceptar las diferencias, buscar la verdad y hacer el bien. Dio su dicha a los demás con generosidad. Era capaz de ver a través de la máscara que la mayoría de nosotros nos ponemos para proteger nuestras delicadas almas. Y comunicaba a un nivel profundo, más allá de lo trivial, de lo mundano, hacia un nivel de amor y comprensión. Dio la vuelta al mundo con el objetivo de vivir todo lo que la vida ofrece y conocer gente de todo tipo. Abrazó la santidad de la vida. La gente del mundo era su familia. Es una triste ironía que muriera tan violentamente en manos de fanáticos llenos de odio, diametralmente opuestos a todo lo que ella defendió y creyó.

Mi mensaje viene del fondo del alma, un lugar que siente la conexión con la vida, donde el Divino reside en cada uno de nosotros. Las fuerzas oscuras que tomaron la vida de Alicia creían combatir el mal, liberando el mundo de los infieles que se oponían a sus creencias más caras. Golpearon el corazón y el alma de los Estados Unidos y más de 3000 personas inocentes murieron. Ahora estamos listos para usar nuestra tecnología avanzada y poner en peligro nuestros hijos e hijas para combatir aquellos que creemos infieles, que se oponen a nuestras ideologías y creencias. No hay duda de que Saddam es un ser corrupto, egocéntrico, egoísta y malvado. Pero, ¿podemos justificar en nuestras almas y corazones la matanza de cientos de miles de inocentes por intentar atrapar un hombre? Y, como Osama bin Laden, podría eludir nuestros esfuerzos y mofarse de nosotros, mientras los muertos inocentes yacen en las calles iraquenas. Se calcula que 500.000 a 1.000.000 de personas morirán directa o indirectamente como resultado de nuestros bombardeos. El sesenta por ciento son niños menores de 15 años que cometieron el pecado de nacer. Por favor, no borren estas vidas como “daños colaterales”. Esto es muy deshumano, extremadamente insensible y va contra todo lo correcto y bueno.

Nosotros tenemos que escoger si iniciar esta guerra o no. A diferencia del mensaje que repetidamente nos han dado, esta es una guerra contra la gente iraquena, no contra el terrorismo. Si eliminamos sistematicamente los ciudadanos de Irak guiados por nuestro sentido de la rectitud y por el miedo, nos reducimos al nivel de aquellos que consideramos terroristas. Mira en el fondo de tu alma y busca la verdad que anhela expresarse. Tiene que haber un mejor manera de resolver este conflicto que cometer más asesinatos sin sentido. Espero que aprendamos de la terrible tragedia del 11 de septiembre del 2001, sin perpetuar un mundo en el que la violencia y las matanzas injustas son aceptadas como una solución al conflicto. Así es como resolvían sus diferencias nuestros antepasados primitivos. Con seguridad hemos crecido más allá de esto en amor y comprensión. Mi plegaria es que Dios esté con nuestros líderes mundiales, nuestras tropas que sacrificarían la vida por nosotros y por los niños de Irak, cuyos llantos gemirán en agonía y resonarán en el alma de los Estados Unidos.

John Titus

March 2003

(Translated by/traducido por Mariela De Marchi, Traductores por la Paz/Translators for Peace)

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